venerdì, 15 dicembre 2006,19:37

Vi saluto per una settimana, amici della blogsfera. Domani mattina, prenderò il volo per...destinazione top secret, in ogni caso, si tratta di un regalo di laurea . Sono sincera, ne ho bisogno per fare il punto della situazione, per capire che direzione prendere, in campo professionale , sentimentale  et similia, ci vediamo tra sette giorni, sempre su questi schermi .

by VanillaBaby | categoria: | Link | commenti (19)(popup) | commenti (19)
mercoledì, 13 dicembre 2006,11:42

AMORE MIO, COME FARÓ...

...a rassegnarmi a vivere e proprio io che t'amo, ti sto implorando, aiutami a distruggerti. (Michele Zarrillo, da Cinque giorni che t'ho perso). Ma anche E mi manchi, amore mio e mi manchi come quando cerco Dio e l'assenza di te è un vuoto dentro me (Laura Pausini, da In assenza di te), piuttosto che Da quando mi hai lasciato pure tu non è più domenica (Cesare Cremonini, da Marmellata n°25).

Essere lasciati non è bello, d'accordo, ma neppure essere responsabili di tutto questo (vedi sopra)lo è. E, forse, lasciare è ancora più difficile che essere lasciati. Per un semplice motivo, il/la lasciato/a, solitamente, gode della comprensione di parenti e amici, che fanno quadrato intorno a lui, mentre il/la lasciante passa inevitabilmente per lo stronzo/a di turno. E oltre ai personali sensi di colpa, deve anche subire l'isolamento degli altri. Se, comunque, si è stati insieme a una persona, qualcosa quella persona deve pur aver significato e saperla che soffre, a meno di essere dei veri stronzi, non è simpatico, soprattutto perché si ha la consapevolezza di essere causa della sua sofferenza . Ma che cosa si dovrebbe fare, allora, soffrire per non far soffrire l'altro/a? La risposta della ragione è sicuramente no, certo che no, se non lo/la ami più o non ci stai più bene insieme, lascialo/a immediatamente, ma la risposta del cuore è beh, in fondo, soffrire è meglio che far soffrire. Probabilmente, questo è uno di quei casi in cui è opportuno ascoltare solo la voce della ragione, lasciando tacere l'istinto, ma, come dice un proverbio non esattamente da educanda, tutti fr... con il c... degli altri, cioè è facile parlare se non si è coinvolti in prima persona.

So benissimo che devo lasciare Marco, ma mi rendo conto di quanto sia difficile. E non per paura di restare sola, sia chiaro, devo ammettere, bando alla falsa modestia, di essere una persona che sa stare anche molto bene da sola, ma soltanto e solo per paura della sua reazione. Ho paura di come potrebbe reagire di fronte alle parole è finita. Essenzialmente, sono due le possibili reazioni che mi preoccupano:  oppure , cioè che si incazzi, diventando anche potenzialmente aggressivo o, peggio, che scoppi a piangere. Nel primo caso, avrei paura, Donna Abbondia è la prima ad ammetterlo, nel secondo, proverei un senso di colpa spaventoso che mi farebbe stare malissimo. Anche perché la mia esperienza in merito non è delle più simpatiche: l'unica volta in cui ho lasciato una persona, nel lontano 2003 (e ancora mi chiedo come ho fatto), mi era scoppiato a piangere davanti e, il giorno dopo, avevo ricevuto una telefonata di fuoco del suo migliore amico che, tirandomi dietro un treno di insulti, mi accusava di aver fatto soffrire come un bestia quell'angelo  del suo amico. Ammetto di aver passato giorni migliori. E, pochi mesi fa, un mio caro amico è stato lasciato dalla ragazza e, contemporaneamente, anche la mia amica Emanuela ha dato il benservito al fidanzato: bene, i tipi in questione mi hanno tormentato (in senso buono, perché, alla fine, non è che dessero particolarmente noia)telefonicamente per giorni e giorni piangendo il loro perduto amore. Ora, immaginarmi Marco che telefona a destra e a manca in cerca di conforto non mi fa esattamente piacere, ma cosa devo fare, ripeto, stare con lui se mi va più stretto di un paio di pantaloni taglia 36? Sono stata con lui cinque mesi, che non sono tanti, paragonati alle storie di anni, ma non sono neppure cinque giorni (che ti ho perso...ah ah ah!)e...cosa dire, che mi dispiace che non abbia funzionato, tutto qui. Che mi dispiace per il dolore che proverà, anche se io spero sempre che non soffra e che, comunque, alle canzoni in toni simil-catastrofici di inizio post voglio aggiungerne un'ultima, di Adriano Celentano: per averti, farei di tutto, ma non ti voglio, non ti voglio senza amore. Avere una persona a metà e sapere che sta insieme a te solo per non farti soffrire...probabilmente è ancora peggio.

by VanillaBaby | categoria: | Link | commenti (12)(popup) | commenti (12)
martedì, 12 dicembre 2006,16:38

BAMBINI NEGLI ANNI 60, 70, 80...

Non l'ho scritta io, ho fatto un semplice copia e incolla da un'e-mail che mi è arrivata, ma la trovo veramente bella e...veramente vera!!!

1-Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza né airbag. 
 
  
2-Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale e ancora ne serbiamo il ricordo.  

3-Le nostre culle erano dipinte con colori vivacissimi, con vernici a base di piombo.  
 
4-Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte. 

5-Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco.

6-Bevevamo l'acqua dal tubo del giardino, invece che dalla bottiglia dell'acqua minerale...  
 
7-Trascorrevamo ore ed ore costruendoci carretti a rotelle ed i fortunati che avevano strade in discesa si lanciavano e, a metà corsa,   ricordavano di non avere freni.        Dopo vari scontri contro i cespugli, imparammo a risolvere il problema. Si, noi ci scontravamo con cespugli, non con auto!   

8-Uscivamo a giocare con l'unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo cellulari...cosicché nessuno poteva rintracciarci.  Impensabile. 
 
9- La scuola durava fino alla mezza , poi andavamo a casa per il pranzo  con tutta la famiglia  
(sì, anche con il papà ).      

10-Ci tagliavamo ,   ci rompevamo un osso ,  perdevamo un dente  ,   e nessuno faceva una denuncia per questi incidenti.  La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.

11-Mangiavamo biscotti , pane olio e sale ,  pane e burro ,    bevevamo bibite zuccherate   e non avevamo mai problemi di soprappeso,    perché stavamo sempre in giro a giocare...       

12-Condividevamo una bibita in quattro... bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.

  
13-Non avevamo Playstation, Nintendo 64, X box, Videogiochi , televisione via cavo con 99 canali , videoregistratori ,    dolby surround , cellulari per
sonali , computer , chatroom su Internet ... Avevamo invece tanti AMICI.  
 

14-Uscivamo,  montavamo in  bicicletta o camminavamo fino a casa dell'amico  ,  suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e uscivamo a giocare.   
 
  
15- Si!    Lì fuori!     Nel mondo crudele!  Senza un guardiano!  Come abbiamo fatto?   Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis  ,  si formavano delle squadre per giocare una partita;     non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati dopo non andavano dallo psicologo per il trauma .   
 
  
16-Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano.   Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.  
 
17-Avevamo libertà ,    fallimenti ,     successi ,     responsabilità   ... 
e imparavamo a gestirli.     

La grande domanda allora è questa:   

Come abbiamo fatto a sopravvivere ?  E a crescere e diventare grandi ?

      

 

 

 

by VanillaBaby | categoria: | Link | commenti (4)(popup) | commenti (4)
lunedì, 11 dicembre 2006,12:01

La station Haxo servit pour les voeux de la ratp en 1993  Station de métro fermée Croix Rouge

ESTASI (e non parlo di pasticche!)

Poche cose mi affascinano al mondo quanto la città di Parigi e le costruzioni (edifici et similia) abbandonate. Ancora ricordo con nostalgia l'estate 1993, a Bormio, quando,undicenne, con alcuni amici, ero andata a "visitare", ovviamente di nascosto dagli adulti, un albergo in rovina. Ma non è di questo che voglio parlare. Ripartiamo dal principio, poche cose mi affascinano quanto la città di Parigi e le costruzioni abbandonate. Aggiungiamo a tutto ciò una certa passione per i trasporti e otteniamo qualcosa che mi ha letteralmente mandato in estasi:le stazioni abbandonate della metropolitana di Parigi (raffigurate nelle fotografie all'inizio del post). Premessa: non ho viaggiato molto, né in Italia né all'estero, non sono mai stata oltreoceano e ho preso l'aereo per la prima volta un anno fa per recarmi a Londra, però...a Parigi sono stata molte volte ed è una città che posso affermare senza problemi di conoscere. Bene, era il 1992 quando, per la prima volta, vidi la stazione abbandonata di Croix-Rouge: un'autentica stazione fantasma, con tanto di banchina, muri di piastrelle bianche, come da tradizione parisienne, ma vuota, a luci spente, saltata a pié pari dal conducente e, soprattutto, priva di indicazione del nome! Giuro che nella mia vita ho provato raramente emozioni simili, anche se può far ridere. Centomila storie sono nate nella mia mente, storie di mistero, di paura, di avventura...volevo, anzi dovevo saperne di più su quella misteriosa stazione. La fortuna di avere dei genitori pazienti mi permise di

  • chiedere ai conducenti di linea informazioni su essa (come l'avevo soprannominata), senza ottenerne.
  • andare a cercare sue tracce nelle vecchie mappe della rete metropolitana, senza trovarne (anche perché la suddetta stazione fu chiusa il 2 settembre 1939 e trovare mappe antecedenti è...ehm..arduo!).
  • Percorrere in superficie la zona in cui avrebbero dovuto trovarsi le uscite per trovarne tracce, ovviamente senza trovarne, perché dal 1939 ne era passata di acqua sotto i ponti, benché io non potessi esserne a conoscenza.

Fino al 2002, non seppi più nulla di quel mistero che tanto mi affascinava...poi, un bel giorno, in un'altrettanto bella libreria parigina, trovai un altrettanto meraviglioso libro sulla rete metropolitana, che mi consentì di svelare l'arcano.

Non solo venni a conoscenza del crudele destino di quella stazione, un tempo nominata Croix-Rouge, chiusa e abbandonata per insufficiente numero di viaggiatori, ma scoprii anche l'esistenza di numerose altre stazioni fantasma. Stazioni abbandonate per la medesima ragione, stazioni costruite, ma mai aperte, stazioni, come quella di Porte-des-Lilas-Cinéma, che viene oggi utilizzate come set cinematografico (modificando il nome sulla targa secondo le esigenze di registi e sceneggiatori; per intenderci, le scene de Il favoloso mondo di Amélie non sono girate nella stazione Abbesses, bensì proprio a Porte-des-Lilas-Cinéma, anche per non intralciare il traffico).

Station Porte des Lilas - Cinema

So anche che esistono stazioni fantasma anche in altre città, come New-York e Londra, ma, se anche mai dovessi un giorno vederle, quelle di Parigi conserveranno per sempre un fascino romantico tutto particolare...anche se aspetto con ansia che qualche stazione dell'orribile metropolitana milanese chiuda i battenti e si fantasmizzi, per esempio quelle della vergognosamente brutta linea 2...

by VanillaBaby | categoria: | Link | commenti (8)(popup) | commenti (8)
domenica, 10 dicembre 2006,00:29

CHE SFIGAAAAAAA!!!!!!

Dovevo andare ai mercatini di Natale in Alto Adige con il mio amico Luca e invece eccomi qui con un bel raffreddore, brividi e mal di testa, ma uffa!!!!!!!!    

by VanillaBaby | categoria: | Link | commenti (7)(popup) | commenti (7)
mercoledì, 06 dicembre 2006,09:56

Premessa fondamentale: questa non vuole essere l'invettiva di una cicciona incattivita. Chi mi conosce, sa che sono una taglia 42 e non lo dico per darmi arie da superfiga, ma proprio per evitare di apparire come la suddetta cicciona invidiosa di chi è più...ehm...leggiadra di lei. Ciò detto...

SABRINA FERILLI È GRASSA, CEEEERTO...

Addio, magre, quest'anno tornano di moda le curve!

Bye bye, donna grissino!

Quante volte ho, anzi, abbiamo letto titoli del genere, sulle riviste di moda e non, puntualmente corredate da foto di Sabrina Ferilli, Monica Bellucci, Scarlett Johansson e compagnia bella? Ma, adesso, in tutta onestà, come si può considerare grassa una donna del genere?

 

D'accordo, non saranno esattamente Kate Moss, per loro fortuna, ma, sinceramente, più che magre, le definirei ben proporzionate...e dico così perché sono una donna, se fossi un uomo userei termini ben diversi, che ora non utilizzo, qualora qualche bambino dovesse leggere queste pagine! Scherzi a parte, trovo profondamente ingiusto considerare grasse (giuro di aver letto, tempo fa, un femminile che definiva la Johansson sovrappeso!) donne con un fisico perfetto, anziché da internata in un lager nazista e non lo trovo ingiusto nei loro confronti, bensì in quelli delle donne realmente grasse. Anche perché, se già una come Scarlett Johansson è considerata sovrappeso, una donna normale come se ne vedono tante in giro, non necessariamente Nadia Rinaldi, che cos'è, Moby Dick? E con una come Nadia Rinaldi cosa facciamo, la spariamo direttamente dal cannone??? Mentre esiste anche chi osa dire che no, Kate Moss non è poi così tanto magra...

 no, certo che no!!!!

Ripeto, senza volermi neanche lontanamente paragonare alla Sabrinuccia Nazionale o alla Scarlettina Internazionale, ho l'obiettività di dire che somiglio più a loro che a Nadia Rinaldi, ma cazzo (lasciatemelo dire, quando serve, serve!)se una appena appena ha un fisico che le permette di essere una vera donna, e penso abbiate capito di cosa sto parlando, deve essere automaticamente considerata cicciotta?!?

by VanillaBaby | categoria: | Link | commenti (11)(popup) | commenti (11)
martedì, 05 dicembre 2006,01:29

E ADESSO PARLA DI COME MANGI!

Ok, la nostra baldanzosa eroina si è vestita, truccata e ora si prepara ad andare a cena con l'uomo in questione (ovviamente stiamo sempre parlando di un primo appuntamento). Prima di parlare dei dubbi  e delle angosce  che sicuramente la staranno attanagliando, vorrei lanciare un breve ma intenso messaggio ai signori uomini. Al primo appuntamento, le regole da rispettare non sono molte, ma sono fon-da-men-ta-li.

  • Scegliete un locale mediochic, che non sia Mc Donald's o il Chinese Take Away assolutamente da evitare a un primo appuntamento (a meno che il vostro intento non sia quello di uscire in amicizia e basta ), ma che non sia neppure un ristorante extralusso da guida Michelin, per la serie Come mettere a disagio  la malcapitata. Diciamo che un comune ristorante pizzeria è l'ideale.
  • Offrite. So che può non sembrare politically correct, ma (almeno!!!) al primo appuntamento, la fanciulla non deve spendere un centesimo.

Esauriti questi pochi, ma fondamentali consigli, parliamo un po' di come deve sentirsi la nostra eroina prima della fatidica cena. Il dilemma amletico (ripeto, cos'è mai il Triangolo delle Bermudas, in confronto? E i cerchi nel grano? E gli UFO? Bazzecole!) è, apparentemente, molto semplice: cosa mangiare?

Per gli uomini il problema, solitamente, non si pone, mangiano ciò di cui hanno voglia, pizza ai dodici gusti con aglio e cipolla compresi, se è proprio ciò che vogliono in quel momento. Se ne avessero voglia, mangerebbero la bagna cauda, seguita da un bel piatto di fagioli con le cipolle, il tutto innaffiato da Coca Cola  senza minimamente preoccuparsi delle conseguenze.

    +   +   =  no problem

Per la nostra eroina, invece...sì problem!

  +   +

...oppure...

  +   +  ???

Gira voce che agli uomini non piacciano le ragazze fissate con la dieta, che si nutrono esclusivamente di foglie di insalata, bevono solo acqua minerale naturale, ovviamente oligominerale che fa fare tanta plin plin e che vivono nel terrore di ingrassare. Dicono anche che una ragazza che mangia tanto sia sensuale, perché una che sa godersi il piacere del cibo sa godersi anche il piacere di qualcos'altro. D'accordo, ma, quand'anche fosse vero...perché poi rotolini e ciccia strabordante non sono altrettanto apprezzati. Non sto dicendo che agli uomini piacciano solo le ragazze magre, non è vero ed è una fissazione delle maniache della dieta, però non piacciono neppure le ragazze troppo grasse e si rischia di cadere nel conflitto di interessi: fa più sesso una ragazza che mangia con gusto o una con un fisico perfetto? Forse gli uomini ancora non l'hanno capito, ma spesso le due cose sono inconciliabili! O forse gli uomini credono ancora a quell'infinità di attrici e modelle pressoché scheletriche, che, però, affermano tranquille e beate di essere così di natura e non seguire alcuna dieta??? Scendete dal pero, ragazzi, scendete dal pero!

E voi, ragazze, pensate a godervi la serata e mangiate quello di cui avete voglia (però, giusto per dimostrare di essere sadicamente superiori evitate l'accoppiata perdente aglio+cipolla: voi avete a cuore la salute del suo naso!)

 

 

by VanillaBaby | categoria: | Link | commenti (8)(popup) | commenti (8)
venerdì, 01 dicembre 2006,19:40

...E RIGUARDO AL TRUCCO...

Come truccarsi prima di un appuntamento con un ragazzo? Qual è il make up più adatto? Questo sì che è un mistero di ardua soluzione, altro che l'enigma dei cerchi nel grano! Purtroppo, non esiste risposta, in quanto ogni uomo si pone in modo diverso nei confronti del trucco. Per semplificare, si potrebbe dire che gli uomini, per quanto riguarda il rapporto con fard, cipria e mascara, si dividono in quattro categorie.

  • Gli Stevie Wonder , i quali non vedono se la ragazza che hanno di fronte è truccata o meno. Per chi non l'avesse capito, si tratta di parenti stretti  di quegli uomini che non si accorgono se la fidanzata ha cambiato taglio o colore di capelli.
  • Gli Indifferenti : nulla a che spartire con Alberto Moravia, semplicemente si accorgono se la ragazza che hanno di fronte è truccata, ma il fatto che lo sia o non lo sia non li tange minimamente. Frequentare  tipi del genere, di una o dell'altra categoria, può anche avere i suoi vantaggi: nessuna lamentela se siamo truccate troppo o troppo poco, nessuna angoscia  se, per carenza di tempo o di voglia, ci presentiamo con l'occhiaia o il brufoletto in vista, ma ha anche degli svantaggi, infatti un ragazzo Stevie Wonder o Indifferente non premierà mai i nostri sforzi. Le nostre ore passate davanti allo specchio, nonché i nostri oboli versati alla signora Helena Rubinstein cadranno miseramente nel vuoto!
  • I contrari : non amano le donne truccate, sic et simpliciter, o, comunque non troppo truccate, il loro motto è Mi sembra di baciare un blocco di cartongesso. Tipi ideali per le ragazze che non amano truccarsi, assolutamente limitanti per quelle che esprimono con il maquillage il loro senso artistico.
  • I favorevoli : sono per la donna truccata, sempre e comunque.

Benissimo, il problema è che, prima di uscire con un uomo, è impossibile sapere a quale categoria appartenga! Non ce l'ha scritto in faccia ed è veramente come estrarre a sorte. E non solo, non credo che le quattro categorie vantino all'incirca lo stesso numero di iscritti, che le percentuali si equivalgano (25%, 25%, 25%, 25%). Breve excursus sulla mia - scarsa - esperienza (sì, lo ammetto, non ho avuto tanti uomini...e allora?!?!?!?). Premessa fondamentale: io sono una che si trucca. Tanto. Non stile mestiere più antico del mondo, ovviamente, ma, senza di me, la Lancôme potrebbe anche entrare in crisi.

  • Primo ex: Come stavi bene ieri che eri truccata più del solito! (Cioè una sera in cui, probabilmente, qualcosa di Pretty woman prima versione dovevo effettivamente avere...non a caso, l'attuale fidanzata del tipo in questione è il clone della moglie di Calderoli)
  • Secondo ex: Ti trucchi troppo, non ne hai bisogno! (Grazie del complimento, ma io amo truccarmi)
  • Attuale frequentatore (non posso definirlo fidanzato e neppure ragazzo anche se siamo insieme da cinque mesi): .

Perciò, ragazze, se volete un consiglio da una che definire esperta è esagerato, ma definire profana è riduttivo, per truccarvi, fidatevi esclusivamente di voi stesse, non sapete cosa può capitarvi e, se anche lo sapeste...fregatevene!

by VanillaBaby | categoria: | Link | commenti (8)(popup) | commenti (8)
venerdì, 01 dicembre 2006,00:35

E NOI FACCIAMO QUESTO PER VOI!

Quanto impiega, in media, una donna per prepararsi a un appuntamento con un uomo? Dati statistici alla mano non ne ho, ma suppongo tra mezz'ora e un'ora. In questa mezz'ora/un'ora, la fanciulla sceglie come vestirsi, come pettinarsi, come truccarsi e, ovviamente, si veste, si pettina e si trucca. Come vestirsi per l'appuntamento con un uomo? Beh, innanzitutto bisogna stabilire che intenzioni si hanno: fare colpo? Cena e stop? Cena con possibili oltre? Maglioncino attillato...ok, ma...scollato o no? Certo, scollato si nota, questo è ovvio, ma non c'è il rischio di sembrare esagerate? E poi, maglioncino attillato, d'accordo, ma se mi si vedono i rotolini (qualsiasi donna degna del nome ha o, meglio, crede di avere i rotolini, taglie 40 comprese)? Certo, ma, se metto un maglione largo, sembrerò una sciattona? Orrore degli orrori  sembrare una sciattona! E la gonna? O i pantaloni? Certo, la gonna è più femminile, però non ho delle belle gambe...sono storte/grasse/magre ma i pantaloni...boh...E le scarpe? Con questi stiletti da 12 cm faccio la mia figura, però poi i piedi vanno a farsi friggere  e poi non sono abituata...camminerò come una papera, non sta uscendo con Brigitta, però se metto le scarpe basse, sembrerò nuovamente una sciattona...e io credevo di aver superato il rischio-sciattona.

Uomini, credeteci: TUTTO QUESTO È VERO, SENTITEVI IN COLPA!

Dopo aver scelto l'abbigliamento, dopo ore e ore di torture mentali, ecco un altro annoso problema: il trucco! Barattolo di vernice o natural girl? Occhi da cerbiatta da sottolineare con il kajal o un tocco di ombretto e stop? E il rossetto...sì o no? Sta bene, ma non sarà troppo volgare?

Dopo essere riuscite a risolvere questi dilemmi esistenziali...ECCOCI ALL'APPUNTAMENTO.

E qui ci accorgiamo, con estremo disappunto, che agli uomini non può fregare di meno di come siamo vestite/truccate/pettinate! Non negatelo, uomini, è proprio così! Certo, se siamo in minigonna+calze a rete, magari con reggicalze in vista+scollatura mozzafiato+tacchi a spillo, magari restano anche lì un attimo a bocca aperta , ma, a parte questo raro caso, un bel paio di pantaloni classici abbinato a un maglioncino elegante ha lo stesso impatto dei jeans vecchi abbinati alla felpa extra large! Per loro è sempre un paio di pantaloni con qualcosa sopra. E la gonna...beh, se non è mini, neppure se ne accorgono, così come i tacchi, se non sono sufficientemente alti da farci sembrare più alte di loro, non li vedono neppure da lontano. E il trucco? Peggio che andar di notte! Se ci vedono splendide splendenti, dopo aver versato un debito obolo alla Estée Lauder, non proferiscono verbo, così come se ci presentiamo completamente nature, occhiaie comprese.Certo, questo è un discorso generale e generalista, esistono anche gli esteti che di queste cose si accorgono eccome (e sono, forse, ancora più rompipalle!), ma si tratta pur sempre di una minoranza. E noi, nel frattempo, perdiamo ore ed euro in quella che è una crociata persa in partenza.

by VanillaBaby | categoria: | Link | commenti (7)(popup) | commenti (7)
giovedì, 30 novembre 2006,01:12

    +  = ???

VA BENE AMARE GLI ANIMALI, MA...

Stasera, anzi, ieri sera, dato che ormai è già il 30 novembre, vado a trovare un'amica, proprietaria di uno splendido micetto, Magic, la cui razza ha un nome impronunciabile che suona anche vagamente pecoreccio, qualcosa tipo Min-cun, ma, data la mia scarsissima, se non nulla, cultura veterinaria, è probabile che mi sbagli. Ma non andiamo fuori tema. Arrivo e l'amica di cui sopra mi offre gentilmente una fetta di Panettone che io accetto di buon grado. Mette il panettone sul tavolo, il gatto si avvicina pericolosamente, lei lo prende in braccio, lo mette giù e poi taglia la fetta di panettone senza lavarsi le mani . Ok, Levia, non fare la pittima (termine milanese per "maniaca della pulizia"), mormoro tra me e me. Mangio la fetta di panettone, il quale viene lasciato aperto sul tavolo. A quel punto Magic si mette a gironzolargli intorno, ad annusarlo e a leccarlo, senza che l'augusta padrona muova un dito.

Ne vuoi ancora? No, cara, grazie mille!

All'inizio ho provato a spostarlo, ma invano, poi ho pensato che tanto il panettone, a quel punto, se lo sarebbe mangiato lei. Va bene l'amore per gli animali, è una bellissima cosa, tanto più che i gatti sono bestiole pulite, ma qui, a mio parere, si sta esagerando!

by VanillaBaby | categoria: | Link | commenti (8)(popup) | commenti (8)